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Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna WHO Collaborating Centre forn Evidence-Based Research Synthesis and Guideline Development in Reproductive Health
 

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Sette giorni di letture

Vaccino anti HPV: un'opportunità con alcuni interrogativi ancora aperti

E' stato recentemente introdotto in Italia il nuovo vaccino quadrivalente contro lo Human Papillomavirus (HPV), virus alla base della quasi totalità dei tumori del collo dell'utero (cervice uterina), che sarà offerto gratuitamente a tutte le dodicenni a partire dal 2008. Gli studi a disposizione, condotti su donne selezionate non rappresentative dell'intera popolazione che potrebbe richiedere la vaccinazione, hanno mostrato che il vaccino è efficace nel ridurre l'incidenza di infezione persistente da HPV 6/11/16/18 (i tipi virali contenuti nel vaccino), i condilomi e le lesioni precancerose correlate a questi tipi. Nulla però ancora si sa della efficacia del vaccino nel ridurre i casi di tumore del collo dell'utero.

Perché è importante questo vaccino? L'infezione da HPV, che si contrae tramite rapporti sessuali, è associata al tumore della cervice uterina, uno dei tumori femminili più frequenti nel mondo, per il quale fino ad oggi l'unica arma di prevenzione è il Pap test. Per questo motivo il vaccino, se sarà in grado di ridurre l'incidenza del tumore, rappresenterà una importante opportunità per migliorare la salute delle donne a livello mondiale.

Ci sono tuttavia alcuni aspetti che meritano di essere tenuti in considerazione per evitare errori di strategia:

- la vaccinazione, anche se efficace, non annulla il rischio di avere un tumore della cervice. Infatti contiene solo due tipi di HPV responsabili del 70% delle neoplasie cervicali. Il vaccino quindi non potrà evitare quel 30% di tumori causati dagli altri tipi virali. Tutte le donne, anche quelle vaccinate, devono per questo continuare a sottoporsi regolarmente allo screening con il Pap Test.

- ancora non è chiara la durata dell'efficacia del vaccino e l'eventuale necessità di eseguire richiami. Per questo non tutti i paesi hanno adottato la stessa strategia dell'Italia: in Finlandia, ad esempio, la vaccinazione non è stata introdotta e si sta invece conducendo uno studio di popolazione randomizzato su adolescenti volontarie, che nel 2020 potrà chiarire l'efficacia e la durata della protezione legata alla vaccinazione.

- la gran parte delle morti e dei casi di tumore della cervice avvengono fra le donne che, per le loro caratteristiche, hanno meno probabilità di aderire ad uno schema vaccinale che richiede somministrazioni multiple (e probabilmente necessita di richiami). Questo pone un problema di equità: come raggiungere quelle ragazze che, per cultura, livello socioeconomico e consuetudine (mancata) con i servizi sanitari, più delle altre necessiterebbero del vaccino e che più delle altre risultano assumere comportamenti sessuali a rischio?

- l'efficacia della vaccinazione si riduce nelle donne che sono entrate in contatto con l'HPV e, proprio per questo motivo, il vaccino sarà somministrato alle adolescenti prima dell'inizio dell'attività sessuale. Nel nostro paese non c'è una cultura e una consuetudine nei servizi sanitari a riconoscere e soddisfare le richieste di salute e di informazione delle (e degli) adolescenti. L'introduzione di questo vaccino potrebbe finalmente rappresentare la spinta necessaria a sviluppare un servizio pensato anche per questa fascia di età, integrato con altre attività di assistenza, con personale formato in grado di interloquire con gli adolescenti. Se così fosse il momento della vaccinazione potrebbe diventare un'occasione per iniziare un percorso mirato non solo alla prevenzione del tumore della cervice uterina (con un forte richiamo ad aderire ai programmi di screening tramite Pap test), ma anche alla prevenzione delle altre malattie sessualmente trasmesse e all'importanza di assumere comportamenti adeguati a prevenirle, primo fra tutti l'utilizzo corretto del preservativo in occasione di tutti i rapporti sessuali. Come garantire l'organizzazione di capacità e risorse per eseguire un counselling mirato e personalizzato?

- l'esperienza, nel caso della prevenzione delle gravidanze indesiderate e della trasmissione dell'HIV, ha già dimostrato quanto sia difficile affrontare temi sensibili legati alla sessualità in maniera efficace, appropriata, senza creare confusione o timori infondati. E comunque, nel caso delle gravidanze indesiderate e dell'HIV, una comunicazione costruttiva è relativamente più facile da attivare, dal momento che ci si relaziona con adolescenti generalmente già orientate ad iniziare una vita sessuale. Le difficoltà nel caso della vaccinazione anti HPV potrebbero invece essere maggiori: come e chi (genitori, pediatra, insegnanti...) dovrebbe relazionarsi con le dodicenni chiamate alla vaccinazione che potrebbero anche non aver ancora pensato ad iniziare un'attività sessuale? Oppure si pensa di proporre la vaccinazione anti HPV senza fare menzione del fatto che è contro un virus a trasmissione sessuale?

Il problema è molto complesso, con diverse aree di incertezza e molti aspetti ancora da definire per essere sicuri di apportare "più vantaggi che svantaggi".
 
Per approfondire l'argomento, è disponibile sul sito SaPeRiDoc una sezione dedicata alla neoplasia della cervice uterina con particolare attenzione all'epidemiologia dell'infezione da HPV e del tumore, alla vaccinazione e allo screening con Pap Test.

Il gruppo di lavoro di SaPeRiDoc

 

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