Costantini M et al. Prevalence, distress, management, and relief of pain during the last 3 months of cancer patients' life. Results of an Italian mortality follow-back survey. Annals of Oncology 2009 Apr;20(4):729-35 [Medline]
In accordo con i dati internazionali di letteratura, i risultati di questo studio mostrano che anche in Italia:
- il dolore rimane uno fra i sintomi più comuni per la maggior parte dei pazienti oncologici nella fase terminale della vita;
- l'insufficiente controllo del dolore moderato/severo, riconosce, fra la tante cause, anche un "sottotrattamento" di oppiodi maggiori, gli analgesici d'elezione.
Validità interna
Lo studio considera come strumento di rilevazione del dolore un'intervista semi-strutturata a caregivers e non scale di misurazione uni/ multidimensionale validate somministrate al paziente (come raccomandato dalle linee-guida). Strumenti di rilevazione del dolore diversi offrono però esiti sovrapponibili in termini di risultati rilevati (scarso controllo del dolore).
Trasferibilità
Lo studio è stato condotto in Italia e la popolazione è rappresentativa di quella presente nei vari setting di cura.
Mentre è necessario trattare adeguatamente il dolore fisico del paziente non ci si può dimenticare di valutare la sua sofferenza intesa come dolore totale e così pure quella dei familiari.
Da sottolineare il dato sulla sofferenza nel paziente ematologico (in contrasto con il dato riportato finora in letteratura), meritevole di ulteriori studi.
Dr. ssa Elena Bandieri, Dr.ssa Carla Ida Ripamonti
Obiettivo
Stima della prevalenza, della gestione e del sollievo del dolore nel corso degli ultimi 3 mesi di vita di un campione rappresentativo di pazienti oncologici in Italia.
Metodo
Questo studio si basa su interviste semistrutturare a "caregivers", effettuate dopo la morte del paziente, sulla percezione del dolore e della sofferenza del paziente.
Campione: 1.271 interviste
Setting di cura: casa, ospedale, casa di cura, e Hospice.
Caratteristiche della popolazione: il 67% aveva un'età > a 70 anni, 57% erano maschi, 67% non presentavano un'istruzione secondaria. I tumori dell'apparato digerente, del sistema genito-urinario o respiratorio rappresentavano il 72% di tutto il campione. Nel 33% dei casi il tumore è stato diagnosticato 6 mesi prima della morte.
Risultati principali
Il dolore è stato lamentato dall'82,3% [95% CI 79.9% - 84.4%] dei pazienti affetti da tumore durante gli ultimi 3 mesi di vita. Almeno il 61% [95% CI 57,9% - 64,0%] dei pazienti ha presentato angoscia; il dato ha mostrato una correlazione lineare con l'età (i pazienti più giovani presentavano maggior angoscia). I pazienti con tumore del sistema nervoso centrale hanno presentato una più bassa prevalenza di dolore (51.9%) rispetto agli altri istotipi. La più alta prevalenza di dolore è stata correlata a neoplasia prostatica (90.9%), apparato genitale femminile (89.9%), vescicale e renale (89.3%), esofagea e gastrica (88.4%). Solo al 59.5% (95% CI 3.7% - 65.0%) dei pazienti con dolore moderato/severo sono stati prescritti oppioidi. L'oppioide più usato è risultato essere la morfina (47,7%), al secondo posto il fentanil transdermico 25%).
Lo studio ha mostrato come anche il paziente ematologico (con linfoma e leucemia) ha presentato dolore (prevalenza= 83%, dolore molto severo= 63,4%), contrariamente a quanto le evidenze riportano. Il dato è sovrapponibile alla maggior parte degli altri tumori solidi.
Conclusioni
Nonostante l'aumento delle conoscenze e la continua produzione di LG e di raccomandazioni cliniche sulla gestione del dolore oncologico i dati mostrano inequivocabilmente come in Italia i pazienti oncologici nella fase terminale presentano un "undermedication" e scarsi risultati d'efficacia sul controllo del dolore, peraltro associato ad angoscia nei due terzi dei casi.
